Luca Zaia ministro sorride in giacca e cravatta fra le spighe di grano su pagine patinate e profumatamente pagate (450.000euro di soldi pubblici) dai contribuenti. Luca Zaia candidato sorride su migliaia di manifesti con cui ha tappezzato tabelloni, fermate dei tram, stazioni, strade, ponti e qualsiasi superficie piana verticale in Veneto, formando un interminabile prato verde virtuale (il verde reale la Lega preferisce cementificarlo, vedi operazione Cis a Montebello Vicentino). Zaia ministro e candidato sorride perché è l’unico leghista nato a più di 100 chilometri da Varese ad essersi attovagliato al tavolo dei ministri a Roma, e così pensa di avere le carte in regola per guidare la Regione Veneto. ‘Prima il Veneto’ scrive ovunque (prima di ‘Prima il Veneto’ si era inventato ‘Prima i veneti’, ma gli hanno fatto notare che era un filino razzista e così ha aggiustato la mira). E intanto nel simbolo della Lega c’è stampato, anche questa volta come sempre, ‘Bossi’. Tanto per far capire chi comanda veramente, la Lega Lombarda. Un esempio? Appena il veneto ministro Zaia si è azzardato a dire ‘ni’ invece di sì al nucleare, il lombardo ministro Calderoli lo ha subito bacchettato e riportato in riga da bravo soldatino. Zaia sorride perché il suo sorriso ce lo propongono ogni giorno tutte le televisioni ed i giornali della penisola, perché lui è ministro, e se non ci vanno in televisione i ministri, chi ci deve andare. Zaia sorride perché spera che un sorriso cancelli ricordi più tristi: i suoi compagni di partito che invocano la pulizia etnica, propongono leggi per trasformare medici e infermieri in poliziotti e spie a caccia di ‘clandestini’, fanno la figura dei pagliacci nell’Europarlamento e vengono cacciati dall’aula, innalzano ampolle di acqua sacra del ‘dio po’ e si sposano con rito padano-celtico. Zaia sorride. Effettivamente alcuni comportamenti dei leghisti fanno sorridere. Gli altri, invece, fanno paura. E fanno paura “prima ai veneti”.

Matteo Quero




Segnaliamo la manifestazione di protesta del 1°marzo contro la delibera sugli alloggi:

Volantino qui e qui, qui l’articolo sul GdV.

Vedo la nostra città immobile prigioniera degli interessi più diversi:immobiliari, politici in senso stretto e clientelari. L’amministrazione si è impegnata a fondo per dare un’idea di città nuova, più vivibile, più serena, più sicura ma gli interessi premono e chiedono a gran voce che tutto resti ingessato e che, senza una programmazione trovino spazio semplicemente cemento e traffico. Trovo incomprensibile l’atteggiamento dell’opposizione che utilizza tattiche dilatorie solamente perché non ha alcuna proposta da fare, o forse non ha alcuna idea sul da farsi.

Trovo incomprensibile che il consigliere Balzi il quale giura sul giornale di rimanere leale verso sindaco e giunta, nonostante atteggiamenti e dichiarazioni che lo collocano ormai fuori dal nostro schieramento, si associ a questa operazione puramente strumentale.

Il PAT è stato approvato dal Consiglio Comunale eletto con libere e democratiche elezioni neanche due anni fa e dopo un lungo giro di consultazioni con i cittadini da parte dell’Amministrazione; detto questo penso che al di là delle linee generali ci possano e ci debbano essere ulteriori approfondimenti sui temi specifici dei quartieri e sull’impatto che le modifiche avranno sulla qualità della vita dei cittadini però senza che questi temi diventino occasione per ostruzionismo e immobilismo dettati solo dalla convinzione egoistica che i problemi personali o di lobby siano superiori alle aspettative collettive.

Dopo super Zocca, rara specie di alieno extraterrestre, atterrato a Vicenza nell’aprile del 2008 e auto proclamatosi difensore degli oppressi dalle vessazioni dell’amministrazione il quale già qualche giorno dopo le elezioni chiedeva come mai tutte le strade non erano asfaltate a nuovo, come mai tutti i parchi non erano sistemati e ripuliti soprattutto dagli immigrati, come mai il ponte di debba non era ancora stato rimesso a nuovo ecc.ecc., si unirà super Balzi? Una nuova coppia di paladini del cittadino è all’orizzonte? Come Batman e Robin accorreranno ad ogni evenienza e ad ogni richiesta?

La classe dirigente di questa città e di questo paese ha bisogno di persone serie e non di super uomini alla Bertolaso.

Franco Zanella





Paola Binetti è uscita dal PD, ultima di un consistente drappello di parlamentari; si legge che due sono, in generale, le motivazioni che adducono: essere il partito troppo di sinistra e troppo poco attento ai cattolici. Non capisco davvero cosa vogliano dire, in concreto, queste due affermazioni, simili ma non uguali: la prima, l’ho sentita da Calearo, al momento delle primarie interne, quando affermò che avrebbe votato Franceschini, affinchè il partito non andasse troppo a sinistra. Non aggiunse altro, scese dal palco e si allontanò velocemente, così noi del pubblico non avemmo modo di renderci conto di quali pericoli ci potevano attendere “a sinistra” ( questa espressione, di per sé vuota di contenuto, ha ancora il potere di evocare, nella medesima sala, per alcuni speranze d’un roseo e più giusto futuro, per altri timori e suggestioni legate al passato).In quanto ai cattolici, o meglio, a quelli che si ritengono vittime cattoliche nel PD (uffa!) dimenticano che un principio fermo del nuovo partito è quello della laicità, e che,dunque, devono chiedere per sé né più e né meno del rispetto che portano a chi la pensa diversamente da loro. Per quel che ne so, il cattolico dentro al PD ci può stare comodo comodo come l’ateo o, addirittura, il mangiapreti: è l’integralista che può sentirsi a disagio, e per fortuna!

Insopportabile è chi, in nome delle sue idee o convinzioni religiose, vorrebbe impedire agli altri di esprimere e praticare le proprie: chi costringe chi, per esempio, al testamento biologico o all’aborto ( se occorre)? Quali sono le battaglie sui diritti civili del PD che costringono i cattolici a venir meno ai propri principi? Non ne conosco una!

C’è poi la faccenda dei fuoriusciti: ben venga il disegno di legge dei senatori PD Della Seta e Ferrante che renderebbe obbligatorio lasciare il posto in Parlamento se si passa ad una lista concorrente rispetto a quella in cui si è stati eletti. Non vale ricordare l’articolo 67 della Costituzione che solleva i membri del Parlamento dal vincolo di mandato, non fino a che è in vigore la legge elettorale con liste bloccate, decise dai partiti.

Rutelli, Calearo, Binetti sono stati nominati dal partito e votati in quanto candidati del PD (con qualche mal di pancia ma con disciplina di partito), come possono ritenere legittimo mantenere il seggio e percepire la relativa retribuzione, aderendo a schieramenti avversari/concorrenti?

Ma, se anche sul piano strettamente legale il “trasloco” si può considerare accettabile, esiste una questione etica e d’opportunità che proprio alla Binetti vorrei sottoporre: si può accorgersi d’aver sbagliato partito ed uscirne, immagino con tormenti intimi e tensioni interpersonali (e i colleghi? e gli amici di partito? e gli impegni presi? e le persone che si sono spese in campagna elettorale? e i dirigenti che, con fatica, hanno finora difeso il pensiero già divergente?). Ma non è obbligatorio buttarsi di nuovo, subito, nell’agone politico, dall’altra parte! Non sarebbe più…elegante…una pausa di riflessione e di silenzio, sottrarsi ai riflettori ed alle inevitabili strumentalizzazioni? Cos’è quest’ansia di candidature?

I “transfughi” dovrebbero ripartire da zero (come nel gioco dell’oca) per una nuova carriera politica, non approfittare d’un trampolino di lancio che non gli compete. I posti di Rutelli, Bianchi, Calearo, Binetti ecc.spettano al Partito democratico che in Parlamento li ha inviati!

Zeila Biondi




Il circolo del centro storico, sulla vicenda di Via Padova a Milano, si esprime con il seguente comunicato:

In seguito alle tragiche vicende di Via Padova a Milano dove è esplosa una guerriglia urbana tra bande di immigrati vogliamo cogliere l’occasione per sottolineare tutta la differenza tra le politiche migratorie compiute dalla destra rispetto e ciò che ha fatto il Partito Democratico a Vicenza. Facciamo un solo esempio. Via Napoli era fino ad un anno fa luogo di spaccio e di schiamazzi notturni ed è diventata, secondo gli stessi residenti, un posto sicuro e tranquillo. E’ bastato far rispettare le ordinanze di apertura e gestione dei bar, in sostanza occupandosi del tema. La destra, dal 1998 al 2008 al governo di Vicenza ha solo parlato dei problemi causati dall’immigrazione, usandoli per prendere voti e, come in tutto il resto del Paese, non ha sviluppato alcuna politica di integrazione. Il Pd, in un epoca di crisi economica e con poche risorse, ha risolto uno dei problemi maggiori legati alla mancata integrazione. Forse a Milano servirebbe la politica sulla sicurezza fatta dal PD nel Comune di Vicenza?

Enrico Peroni
Coordinatore del Circolo Centro Storico PD Vicenza




Bortolussi su grandi opere in Veneto , crisi economica e programma politico.

Grazie a Diego retis.




Ma si dovrà pur iniziare in qualche modo.




Qui trovate tutti gli appuntamenti organizzati dal PD fino al 16 Febbraio 2010.




Il Circolo tematico Ambiente di Vicenza, in sostegno all’iniziativa promossa dalle Aim di offrire Energia Verde certificata da fonti rinnovabili allo stesso costo della normale energia elettrica, promuove un volantino informativo. Il partito democratico, insieme a AIM Vicenza, promuove la grande offerta ai cittadini privati di enrgia verde certificata proveniente da fonti rinnovabili.

Maggiori informazioni presso la sede dell’ Aim in Via San Biagio. Scarica il volantino fronte / retro e diffondi tra i tuoi contatti  questa notizia che fa bene al nostro mondo.




























Grazie all’ ottimo lavoro di Lisa Brazzale vi proponiamo il resoconto completo del dibattito pubblico con il sindaco Variati e alcuni assessori della giunta. Segue un estratto del discorso finale del sindaco:

Questi incontri diretti sono utili per la giunta e per i cittadini. Democrazia diretta è importantissima. Il PAT ridà forza alla città, attualizzandola. Abbiamo un quadro, un riferimento per non far crescere la città in modo disordinato. Passeremo ora alla realizzazione. C’è un momento particolare dell’anno (luglio agosto) per lavorare  più intensamente nelle opere più grosse. Cercheremo di ridurre i grandi mezzi in centro, rivedendo la circolazione dei minibus verso i parcheggi di interscambio. L’allargamento della ZTL non è all’ordine del giorno.

Il popolo dello spritz esiste ovunque anche se ci sono altre occasioni per i giovani. I gestori devono essere più responsabili. A Bologna presero la decisione di far chiudere gli esercizi alle 24; i bar sono stati chiusi e la città è stata conquistata dalle bande. Noi dobbiamo tenere i rapporti con i gestori. Gestire un bar significa lavorare da psicologo. I bar sono invitati a partecipare. Qualcuno sgarra e se ne frega, ma noi informeremo chi non collabora che potrebbe avere l’obbligo di chiusura del locale  alle ore 18. Meccanismo collaborativo fino all’ultimo. Prostituzione: è una lotta impari. Se prima non scatta un meccanismo legislativo per il nostro paese (no all’apertura delle case chiuse) ma  bisogna vietare la prostituzione per strada. Noi abbiamo fatto ordinanze che multano 500 euro all’ automobilista che contratta con le prostitute (280 euro raccolti con le multe )

Controlli con macchine civetta…ci vorrebbero tanti uomini su strada ma ci sono pochi soldi. Siamo dipendenti dallo stato in maniera totale. Troppi vincoli. Noi sindaci tra un po’ dovremmo reagire. La collaborazione con la polizia è buona (abbiamo fatto pulizia). Sistemi da una parte e queste si spostano si spostano dall’ altra.

Sui parchi: i vicentini hanno fatto un passo indietro quando sono arrivati gli immigrati nei parchi. Bisogna portare attività nei parchi per togliere il degrado (biblioteca e wi fi). Queste cose le faremo anche nei parchi periferici. Anche a led. A livello cittadino il partito dovrebbe mettersi a parlare con i cittadini (comunicazione). Ha senso che periodcamente si facciano questi incontri…magari su argomenti più mirati con frequenza maggiore.

Una città è di tutti. La delega non è mai piena. Tutti siamo portatori di buon senso…mettiamo insieme questi pezzetti e miglioriamo questa città.


Scarica il resoconto completo in PDF