Mi sembra che il linguaggio scollacciato sia oramai un fatto, purtroppo,
acquisito. Quello di alcuni politici della destra veneta sembra, a me cittadino, anche surreale. Candidato leghista per la Regione e candidato
sindaco di Venezia parlano di queste due entità territoriali come se si
trattasse di cosa loro. Farò questo, disferò quello ed entrambi dichia-
rano di voler coprire contemporaneamente il ruolo di ministri.
Sono intenzioni che da sole sarebbero sufficienti per renderli inadatti
al ruolo per il quale si candidano. Hanno una minima idea di cosa sia
fare il sindaco di una città complessa come Venezia? Lo sa o no il Mi-
nistro Zaia che la Regione ha fatto poco o nulla in questi anni anche
per scarsa laboriosità?
E al governo c’erano anche i suoi colleghi leghisti.
Un consiglio regionale che non é nemmeno riuscito a darsi uno Statuto che rappresenta la base di partenza per tutto quanto si vuole costruire?
Credo che oltre ad una discreta presunzione vi sia anche, per entrambi,
una buona dose di insipienza amministrativa.
Il ministro Brunetta parla di grandi progetti per Venezia sapendo bene
che poi, pur ammettendo la loro fattibilità, tutto si fermerà davanti alla
scrivania di Tremonti che non aprirà la borsa.
Di Zaia , il deputato Gava, già consigliere regionale,dice che il voler ri-
coprire le due cariche contemporaneamente, é una mostruosità
politica e giuridica. e Gava é del Pdl.
Bossi dice: ” il Veneto é nostro”. Ma che dice , segretario, il Veneto
non é suo, ma di tutti i cittadini che vi abitano e lavorano.
Chi deve votare il suo candidato sono gli elettori e, allora, lo presenti
con umiltà e gli faccia dire seriamente tutto quello che potrà e vorrà fa-
re per la nostra regione non tralasciando le questioni rimaste irrisolte
durante gli anni precedenti di condominio. Per correttezza, ci sarebbe
anche da dire come si svilupperà il rapporto futuro, Lega e Pdl, per
non coinvolgere Il veneto nelle beghe interne dei due alleati.
Vorrei, infine, chiedere al candidato di centrodestra di non comportarsi
come se alcuni milioni di persone fossero un gregge di pecore da far
pascolare dove si vuole e quando si vuole. Queste pecore sono delle persone e vanno trattate con tutto il rispetto che é loro dovuto.
Signori candidati, a nome di tanti cittadini, vi invito ad una maggiore sobrietà , ad un linguaggio più consono e ad una maggiore chiarezza
programmatica.


Adriano Verlato

Una rispsota to “La Regione Veneto é di tutti.”

  1. Franco Zanella scrive:

    A Veneizia hanno avuto il coraggio e l’intelligenza di lasciare Brunetta a Roma.
    vottò sentire il neo presidente del Veneto quando si tratterà di scoprire le carte, ad esempio sulla centrale nucleare e su tutti gli sprechi di denaro pubblico che ne conseguiranno.

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