LEGAlità-ilLEGAlità

La Lega da qualche ha issato la bandiera della legalità per dimostrare che  lavora nell’interesse dei cittadini nei paesi e nelle città da essa amministrate.

Le parole d’ordine sono: in galera chi delinque; fuori dai bar i rom e zingari vari che non fanno altro che rubare; fuori dalle mense i bambini che non pagano la retta; multe salatissime a chi lascia i rifiuti fuori dai cassonetti.

I paesi amministrati dalla lega devono sembrare paesetti svizzeri lindi e ordinati nelle cui strade non si deve vedere un ‘negro’ seduto sulle panchine e, per evitare che ciò accada, via tutte le panchine dalle piazze e dai parchi; ci sono troppe parabole negli appartamenti ? Facciamo una bella ordinanza per toglierle con tanti saluti alla libertà individuale e se gli stranieri vogliono vedere la televisione del loro paese, se ne tornino a casa; se non ci vanno con le loro gambe ci sarà sempre un Borghezio pronto a cacciarli a pedate.

Questo alto concetto di legalità scema clamorosamente quando si tratta di difendere uomini ed interessi cari alla lega.

Il ministro Scajola si fa quasi regalare, a sua insaputa naturalmente, un appartamento in cambio di grandi favori ? E che sarà mai, un piccolo presente per ringraziarlo di essersi interessato a certe faccenduole.

Berlusconi nomina Brancher, già condannato tempo fa per reati legati alla corruzione ? Ebbè è un amico della lega, in fondo poverino era un ministro senza portafoglio e voleva solo evitare un processo.

Il sottosegretario Cosentino è vicino ai camorristi casalesi ? E loro (leghisti e compagnia) screditano Saviano.

E via di questo passo.

L’ultima, ennesima trovata è il rinvio del pagamento delle multe sulle famosissime quote latte.

Secondo una recente inchiesta di Repubblica, dei circa 40 mila allevatori che avevano fatto i furbi ne sono rimasti ormai circa un migliaio di irriducibili, naturalmente tutti di provata fede leghista.

Per loro stessa ammissione, gli allevatori padani avevano bellamente ignorato gli avvisi, i richiami i solleciti della Comunità Europea a mettersi in regola, in fondo si trattava di mascherare un po’ (o tanto) di nero, pratica molto in voga tra tante categorie di non contribuenti italiani.

I povero allevatori erano convinti o ne erano stati convinti da altri, che “tutto il mondo è paese” e che anche l’Europa avrebbe chiuso un occhio, se non tutti e due.

Ma stranamente gli altri paesi europei considerano l’evasione fiscale un reato molto grave anche perchè sfalsa la concorrenza tra le aziende oneste e quelle disoneste.

Dopo una lunga trattativa tra il Governo Italiano e le Istituzioni Europee si è giunti al compromesso che le multe sarebbero state pagate ratealmente e praticamente senza interessi e la stragrande maggioranza degli allevatori decise a denti stretti di adeguarsi e pagare.

Ma evidentemente al migliaio di grandi elettori e probabilmente di finanziatori della lega la cosa non sta affatto bene; loro sono nel giusto e lo stato Italiano, quindi tutti noi, deve pagare in modo che essi possano continuare a delinquere.

Lo stato Italiano, con i soldi nostri, ha già versato le multe che i disonesti dovrebbero rimborsare ma la lega ha imposto un emendamento alla bellissima finanziaria del rigoroso Tremonti e dello splendido presidente del consiglio, in modo che tale rimborso sia posticipato intanto a dicembre e poi si vedrà.

Con questa legge finanziaria i pendolari, nel migliore dei casi, si vedranno aumentare del 36% il prezzo di biglietti ed abbonamenti, gli impiegati statali si vedranno congelati gli stipendi, le lavoratrici dei servizi pubblici andranno in pensione a 6 anni e gli abitanti de L’Aquila continueranno a vedere una città fantasma, ma la lega esulta per aver portato a casa le multe dei suoi grandi elettori-allevatori che sentitamente ringrazieranno rimpinguando le casse del partito ovviamente attingendo alla provvista di nero accumulata grazie a Bossi, Cota e Zaia.

Franco Zanella

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