Nelle ore dell’emergenza il Sindaco Variati non ha avuto paura di sporcarsi le mani nel fango che ricopriva la città; si è rimboccato le maniche, ha chiamato a raccolta le forze sane e si è messo al lavoro per riparare i danni della disastrosa alluvione del primo novembre.
I cittadini di buona volontà, soprattutto i giovani a cui spesso si da poco credito, tante persone comuni e molti stranieri ,hanno risposto all’appello creando una rete di solidarietà che non dobbiamo assolutamente disperdere nel futuro.
Sono sicuro che l’amministrazione farà tesoro delle potenzialità che sono state espresse in questa circostanza e saprà valorizzarle anche in situazioni meno drammatiche per costruire una nuova partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
La fatica dei giorni scorsi è stata abbondantemente ripagata con il grazie espresso con parole semplici ma allo stesso tempo commoventi che il Presidente della Repubblica ha voluto rivolgere a tutti i volontari che non si sono tirati indietro nel momento del bisogno:
Il Presidente che ha accolto l’invito del Sindaco a visitare la città e ad incontrare cittadini, amministratori e forze economiche e sociali; tutti, ma proprio tutti si sono dichiarati soddisfatti, artigiani, industriali, politici, noi cittadini ed anche di questo credo sia giusto ed opportuno ringraziare Achille Variati che ha preso in mano il telefono ed ha chiamato il Presidente a Vicenza.
Un Presidente così ed un Sindaco che si sporca le mani e che è vicino ai cittadini nelle ore più tristi fanno guardare con fiducia alle Istituzioni di questo nostro paese mentre altre alte funzioni istituzionali si circondano di ragazzine per rilassarsi dai gravosi impegni di governo.
La grande dimostrazione d’affetto che la città ha dimostrato ( non solo i volontari) , al Presidente della Repubblica, la stampa l’ha definita come “un bagno di folla”.
Non aveva certo potuto farlo solo due pochi giorni prima, quando è arrivato in passerella Presidente del Consiglio chiusosi in tutta fretta in Prefettura con il fido Bossi che fumava il sigaro con il Presidente del Piemonte Cota ( a proposito che ci stava a fare ? ) che gli reggeva il porta cenere e l’ormai immancabile TROTA alias Umberto Bossi.
Giovedì 11 novembre, tutti, ma proprio tutti, sono saliti sul carro del vincitore; il Presidente del Veneto Zaia, il Presidente della Provincia Schneck, uno che non aveva certo avuto parole di apprezzamento per il volontari qualche giorno fa e che ieri applaudiva giulivo, ma probabilmente rideva a denti stretti, di fianco a Presidente e bene ha fatto il Sindaco a lasciar loro spazio.
Gli sciacalli della destra vicentina si erano messi in moto immediatamente, pronti ad accusare chi si stava dando da fare per affrontare la situazione, per il momento sono stati sconfitti ma stiamo bene attenti: torneranno; torneranno cercando di rovesciare fango (di parole) alla ricerca di capri espiatori, scateneranno un’offensiva mediatica per recuperare il consenso in vista delle ormai sicure e prossime elezioni politiche.
Vedremo se il Commissario Governativo all’emergenza Zaia che, insieme al suo partito la Lega Nord ed ai suoi alleati che prima rispondevano al nome di Forza Italia e ora si definiscono Popolo della Libertà, ha contribuito al degrado del territorio veneto senza alcun intervento di prevenzione anzi proprio il contrario, distribuirà equamente i soldi (pochi) che arriveranno dal Governo centrale (sempre leghista-pidiellino), e se farà il suo dovere istituzionale firmando il Piano di assetto del Territorio della città di Vicenza fermo ormai da mesi nei cassetti la sua scrivania.
Ma non tema il Presidente Zaia, Vicenza saprà farcela con la forza e con l’entusiasmo che ci hanno trasmesso quei giovani e quegli extracomunitari che tanto odiate.
La gente vicentina oggi è orgogliosa di quello che ha fatto ed è orgogliosa del proprio Sindaco nel fango, non nel fango del gossip ma dentro quello vero da cui si è usciti mentre dall’altro non so se altri ci riusciranno.
Franco Zanella



