Sabato scorso il segretario Bersani ha voluto togliersi alcuni sassolini dalle scarpe, Tra l’altro tutto ciò è avvenuto nel corso del convegno di due giorni a Genova sul Lavoro. Mentre l’attenzione dei media era concentrata sulla fesseria del raduno di Pontida, il PD discuteva di lavoro per generare proposte non solo per superare la crisi, ma per tornare a dare dignità al lavoro. Sabato mi sono visto tutta la seconda giornata su Youdem e le cose più interessanti sono stati gli interventi, non solol di testimonianza, ma anche di proposta fatti da tanti operai, disoccupati, cassintegrati, precari a cui il partito ha dato una platea disposta non solo ad ascoltare, ma a portare avanti le istanze del mondo del lavoro. Ma i media parlano di Pontida o dello show di Santoro, che ongi tanto torna capo popolo.
Ma i miei sassolini sono altri e riguardano la recente campagna referendaria.
Il rilievo, o accusa più gentile che ho sentito personalmente, o letto in varia stampa è che il PD si è mosso e, probabilmente, con poca convinzione.
Purtroppo c’è sempre la memoria corta, personalmente posso solo riferirmi alla nostra città perchè non conosco la realtà di Milano o Roma, ed è necessario tornare con la memoria ai mesi in cui è stata lanciata la campagna referendaria sull’acqua pubblica in seguito dell’approvazione del cosiddetto decreto Ronchi con il voto contrario del PD in parlamento.
Poco dopo l’inizio della raccolta delle firme, ci sono stati alcuni incontri preparatori provinciali e di circolo. Il nostro circolo ne ha organizzato uno a cui ha partecipato il professor Corò, all’epoca presidente di Acque Vicentine e favorevole al decreto.
Noi partecipanti all’incontro siamo rimasti piuttosto perplessi visto il voto parlamentare, sentire un esponente locale del partito schierarsi in modo così deciso a favore della privatizzazione.
Siccome io non sono un fine politico, ho fatto una semplice domanda : ma se il partito è favorevole al decreto Ronchi – cosa che sarebbe stata sufficiente per farmi uscire dalla militanza attiva, perchè in parlamento abbiamo votato contro?
La risposta fu che si è votato contro perchè il governo pose la questione di fiducia.
Mi sono chiesto per quale motivo il governo pose la fiducia se aveva la certezza del voto del PD ? Non sarebbe stato utile un voto ‘cosidetto bypartisan’ e le cui conseguenze politiche sarebbero ricadute esclusivamente e totalmente sul PD ?
Mi sono convinto che il prof. Corò esprimesse una posizione personale e, già da pochi giorni dopo, il circolo ha cominciato ad organizzare gazebo per raccogliere le firme in modo assolutamente autonomo e così, penso, abbiano fatto tanti e tanti altri circoli in Italia.
Nessuno nel partito ci fece un appunto ma non solo, molti dirigenti locali del partito firmarono i moduli autenticati.
Io credo che fin dal primo momento il PD fosse contrario alla privatizzazione forzata del ciclo idrico integrato, non per motivi ideologici ma nel merito del provvedimento; ma se anche così non fosse ed il PD si fosse mosso stimolato dall’onda crescente del movimento ed anche dallo schierarsi di singoli militanti e singoli circoli ? Quale altro partito italiano dimostra una capacità di ascolto della società civile ?
Per capire questo basterebbe aver assistito all’attività politica inaugurata dal segretario Bersani; fin dall’inizio è iniziata quest’attività di incontri nazionali, dall’assemblea dei circoli, alle varie assemblee tematiche, dovutamente preparate per costruire un serio ed alternativo programma della destra di governo.
Ma torniamo alla campagna referendaria a Vicenza e provincia. Per settimane siamo rimasti in piazza o nei mercati rionali con i gazebo; personalmente avevo i piedi gonfi per la strada fatta a distribuire volantini, spesso auto prodotti e così tanti iscritti vicentini mentre, ad esempio Legambiente di Vicenza era concentrata nell’organizzazione di FestAmbiente . Il consigliere regionale Stefano Fracasso a girato in lungo ed in largo la provincia per incontri, dibattiti, convegni.
Decidete voi se questo è un impegno tardivo ed insufficiente; non voglio assumere il merito del risultato al PD, non c’è dubbio che sia stato l’impegno profuso dai singoli e dalle associazioni nate sulla questione a far vincere i Sì, ma, perbacco come direbbe Bersani, credo che ci vorrebbe un po’ di rispetto er un partito che è democratico nei fatti e non solo nel nome.
Franco Zanella



