Il Circolo PD del Centro Storico di Vicenza comunica che il nuovo Amministratore Unico di AIM Holding, Dott. Paolo Colla, ha accettato il nostro invito di un incontro pubblico con iscritti, simpatizzanti e cittadini per parlare di AIM.Tale incontro si svolgerà Giovedì 29 Settembre p.v. alle ore 21,00 presso la nuova sede del PD di Vicenza in Contro Busato.

A tutti coloro che vogliono ancora firmare per il referendum abrogativo dell’attuale legge elettorale, trovate i gazebo del Partito Democratico mercoledì 21 settembre 2011 in Via Goldoni ( Mercato Rionale) e Venerdì 23 settembre a Laghetto, entrambi i gazebo si terranno dalle ore 09.00 alle ore 11.00.

La prossima riunione di circolo è fissata per lunedì 26 settembre 2011 alle ore 20.45 in sede PD cittadina ( Contrà Busato 22).

Parleremo di :

1) Preparazione dell’incontro con Paolo Colla

2) programmazione attività e organizzazione circolo

3) Rivisitazione del documento delle priorità del Centro storico

4) Comunicazione

Più di 200 firme raccolte ieri pomeriggio, nel gazebo del PD centro storico in Contrà Del Monte, per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale.

Martedì dalle ore 09.00 alle ore 12.00 si replica sempre in Contrà Del Monte.

Sotto trovate le foto scattate sabato pomeriggio e ricordiamo che martedì 20 dalle ore 09.00 alle 12.00 il Partito democratico Centro Storico del Comune di Vicenza  raccoglierà per l’ultima volta le firme per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale in Contà Del Monte lato Corso Palladio.

Vi aspettiamo!

Stefano Dal Pra Caputo


Non possiamo partecipare alla conferenza delle donne,  ci saremmo venute volentieri  per proporre a voi  una riflessione sull’opportunità, sull’utilità di allargare questo tipo di confronto sui temi delle politiche di genere a tutti i componenti del partito, donne e uomini insieme finalmente.

Il 2007 era l’anno europeo delle pari opportunità.  Il 2007 ha visto nascere il partito democratico.  Una  interessante coincidenza,  per un partito deputato ad essere il luogo delle pari opportunità.    L’incontro di grandi culture democratiche,  insieme per dare finalmente vita  ad un pensiero politico più ampio e lungimirante capace di  rimettere al centro l’individuo, i suoi diritti. A distanza di qualche anno,  alcune aspettative sono state deluse e siamo ancora qui a parlare di quote e di opportunità in una conferenza delle donne, che nel metodo  e nel linguaggio non è cambiata affatto rispetto al passato.

Viviamo un’epoca difficile. La crisi economica ci angoscia e il futuro è

incerto, l’iniquità sociale, le differenze oggi si moltiplicano,  si allunga la distanza fra chi sta meglio e chi sta peggio.    Non solo nel nostro paese. E’ stato l’anno delle ribellioni,  di grandi movimenti di popolo in tanti paesi
del mondo.  L’anno dell’indignazione,   che ha fatto scendere in piazza giovani, donne, uomini, insieme a rivendicare il diritto di essere i protagonisti del proprio futuro.     Improvvisamente tanti uomini e tante donne hanno deciso di non delegare più, ma di voler in qualche modo governare il proprio destino.
Questo per dire che dobbiamo trovare un modo nuovo e più efficace di lottare contro le disuguaglianze di comportamenti e di opportunità,  contro le discriminazioni.
Non si esce da questo triste periodo se non si promuove una vera cultura della difesa dei diritti delle persone, se non rimettiamo davvero al centro l’individuo, le sue aspirazioni,  le sue libertà.
Dovere di tutti è  muovere le coscienze, è l’urgenza più vera.
La nostra situazione economica e sociale è frutto non solo dell’inadeguatezza di una classe dirigente,  ma pure di un paese che ha consentito senza reagire con sufficiente determinazione che la politica degli interessi privati occupasse tutti gli spazi pubblici e privati della vita delle persone.
Tutti oggi siamo chiamati ad una responsabilità che è individuale e collettiva, per dare un impulso vero al cambiamento.
Soprattutto per chi è più debole, per le future generazioni.
E’ il momento di avere uno sguardo ampio sul mondo,   perché  oggi le discriminazioni sono davvero tante,  non riguardano solo le donne,  ma molti altri soggetti deboli,  gli immigrati,  quelli che perdono il lavoro,  i giovani che non vedono riconosciuti merito e professionalità, coloro che non godono di pari dignità per scelte individuali, orientamento sessuale,  credo religioso.
Specialmente la politica, abbandoni i vecchi riti,   le posizioni di rendita, il linguaggio vuoto che sembra cambiare tutto e non cambia mai nulla.  Oggi è necessario che tutti si facciano carico delle politiche dei diritti.    Non le donne per  le donne, nei luoghi chiusi,   dove si delega comunque alle donne di ragionare di se stesse e di agire sempre da minoranza. Non conferenze della donne, ma conferenze programmatiche aperte, a tutti, dove le idee si incontrano, si confrontano,  dove le responsabilità siano collettive davvero.  Nessuno ora, specialmente all’interno di un partito può essere esonerato da farsi carico di combattere discriminazioni e disuguaglianze, in qualsiasi direzione vadano.

E’ questo il significato profondo delle semplici parole “se non ora, quando?”, che tanto entusiasmo hanno mosso, non solo nelle donne.

Muoviamo le coscienze,  condividiamo i problemi,  combattiamo per vedere riconosciuti davvero i diritti, in questa società così arroccata sui privilegi di pochi e le difficoltà di molti.
Diamo a tutti la responsabilità del cambiamento.

Zeila Biondi

Sussana Pinna

Il segretario cittadino, Enrico Peroni, comunica che il PD cittadino parteciperà al presidio che si terrà, davanti alla Provincia di Vicenza, Giovedi dalle 16:30 in poi organizzato dalla Rete degli studenti contro le affermazioni dell’ Assessore Martini.
Davanti alle farneticanti parole dell’ Assesore Martini possiamo solo constatare che  i ragazzi hanno espresso una protesta legittima non priva di proposte  che avrebbe meritato un’ attenzione diversa da parte di chi è responsabile diretto della loro formazione e del loro futuro. La stessa Martini, prima usa un linguaggio da stadio che denigra sia gli studenti che il mondo del lavoro e poi accusa gli esponenti del PD, Moretti e  Quero, di strumentalizzazione. Quando si cerca di difendere l’indifendibile come le scellerate politiche di questo governo si rischia di andare in confusione e di fare esternazioni a dir poco scoordinate e fuori luogo.