Il circolo del Centro Storico vi aspetta Domenica 6 Febbraio 2011 presso l’ Osteria San Paolo in Contrà Ponte San Paolo, 2 dalle 16:00 alle 19:00. Musica dal vivo, stuzzichini e aperitivi. Portate i vostri amici. Potrete firmare l’appello per chiedere le dimissioni di Berlusconi

L’EVENTO E’ STATO RINVIATO : A BREVE NOVITA’

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Informazioni: Stefano Dal Pra Caputo, 3477816401 ,  dalpracaputo@yahoo.it

Il segretario comunale, Enrico Peroni, presenta cosi il progetto:

Il Partito Democratico ha come suo obiettivo principale quello di essere un efficace interlocutore tra cittadini e amministrazione pubblica da un lato e quello di proporre una linea politica progressista einnovativa per la guida del Paese.La situazione politica nazionale è contraddistinta dall’evidente crisi politica del Governo delle destre, divise e incapaci di proporre una via d’uscita credibile alla crisi economica, operando solo tagli alla scuola, alla sanità e soprattutto agli enti locali. In sostanza il Governo Berlusconi scarica sui Comuni, cioè sull’Ente piú vicino ai cittadini e che è il garante vero della qualitá della vita di ognuno di noi, il peso della crisi economica. In questo, dove è il federalismo tanto propagandato dalle destre? Nel frattempo, mentre la destra taglia a Roma, la nostra Amministrazione di centrosinistra a Vicenza ha realizzato in due anni diversi risultati. Pensiamo alla realizzazione del PAT, al risanamento di AIM, ai lavori pubblici che hanno permesso di riassaltare moltissime arterie cittadine, ai moltissimi lavori per la risistemazione delle scuole, ecc…*

In questo sito troverete le notizie degli eventi organizzati dal Partito e dai circoli sul territorio.Per parlare dei successi dell’amministrazione Variati e degli insuccessi del Governo Berlusconi torneremo nelle piazze con moltissimi gazebi: saremo tutti i giovedì in centro per il mercato cittadino e saremo presenti in praticamente tutti i mercati rionali. Contemporaneamente cercheremo di realizzare convegni su temi politici nazionali e iniziative su temi amministrativi nei quartieri.




Pubbichiamo la lettera del Segretario provinciale Federico Ginato sul “caso Arzignano”, inviata questa mattina al direttore del Giornale di Vicenza.

Lettera al direttore

Il “caso Arzignano”, con lo scandalo dell’evasione fiscale mi induce ad alcune sottolineature anche alla luce del tentativo da parte del Sindaco di Arzignano di vietare la proiezione in alcune scuole della puntata di Presa Diretta, il programma di Rai Tre che con una inchiesta ha messo a nudo l’imbarazzante mentalità auto-giustificatoria di alcuni pseudo-imprenditori e di alcuni responsabili politici leghisti (vedi segretaria di sezione e vice sindaco).
Ha ragione il procuratore capo della Repubblica, Ivano Nelson Salvarani, quando dice che l’azione della magistratura non è sufficiente se la società civile, i cittadini non si indignano.

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L’aumento del costo del pasto della mensa scolastica a carico delle famiglie sarà di 60 centesimi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado di competenza comunale. Un aumento ben al di sotto dell’euro così come l’assessore all’istruzione Alessandra Moretti aveva annunciato qualche tempo fa. Quindi il costo del pasto passa da 3,90 euro a 4,50 euro, mentre per le fasce sociali più deboli rimane inalterato a 0,80 euro e 2 euro.

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Enrico Peroni è il nuovo segretario del PD del comune di Vicenza.
Il nostro ex coordinatore di circolo si è affermato con 46 preferenze contro le 16 di Parolin; 72 i componenti dell’ assemblea presenti al voto e 10 le schede bianche.

Il nuovo segretario citttadino del PD

Enrico Peroni

Nell’ augurare buon lavoro a Enrico ricordiamo anche l’elezione di Stefano Dal Pra Caputo a nuovo coordinatore di circolo e riportiamo l’ elenco dei componenti del Direttivo di Circolo:

  • Dal Pra Caputo Stefano
  • Bianchi Ingrid
  • Catalano Sacha
  • Biondi Zeila
  • Zanella Franco
  • Sala Alessandra
  • Bertuzzo Alessandra
  • Possamai Giacomo
  • Brazzale Lisa
  • Gabrieletto Giacomo
  • Borin Marco
  • Quero Matteo
  • Pozzan Luciano
  • Corradi Vittorio
  • Diamanti Giovanni
  • Rolando Giovanni Battista
  • Serafin Pio
  • Vigneri Rosario

Sabato 19 Giugno 2010 dalle ore 15:00 alle ore 18:00 presso la sede di Informagiovani di Contrà Barche 55  (davanti al Teatro Astra) si potrà votare per i Congressi di Circolo e per il Provinciale . Possono votare tutti gli iscritti e i simpatizzanti che completeranno la loro iscrizione nella stessa sede.




Matteo Quero, consigliere provinciale del Partito Democratico, ritorna sulla
situazione che si è venuta a determinare in Consiglio Provinciale, con un voto
sulle osservazioni relative al percorso della Pedemontana giunto fuori tempo
massimo, quando il Commissario Vernizzi ha già iniziato a presentare un
progetto “definitivo” ai Sindaci dei Comuni interessati.

“Il compito della politica è agire con concretezza nell’interesse del popolo e
del territorio che rappresenta. Ma cosa se ne fanno i cittadini di una politica
che discute cosa scegliere quando i dibattiti sono già stati sospesi e le
decisioni sono già state prese? Quello offerto dalla giunta Scheck è un esempio
penoso di inconcludenza, tanto più grave in tempi in cui tutti, famiglie e
imprese, reclamano rapidità di scelte e decisioni”.

“In un’impresa, un amministratore delegato che chiude il recinto quando i buoi
sono già scappati verrebbe immediatamente sostituito. Il Consiglio provinciale
di Vicenza, invece, continua a subire una manfrina tanto insopportabile quanto
surreale. E il caso della Pedemontana non è nemmeno il primo. La Provincia
doveva pronunciarsi sulla questione Cis? Beh, la giunta Scheck non ha trovato
nulla di meglio che aspettare, aspettare e ancora aspettare. Almeno fino a
quando il Comune di Montebello non ha ricevuto l’approvazione sul Pati dalla
Regione Veneto. Ed ecco che così su una vicenda decisiva per il territorio, la
Provincia ha lasciato che fossero altri a decidere”.

“Credo che il compito di una Provincia sia un altro: tracciare una prospettiva
per il futuro del territorio. Ma per farlo serve la concretezza del governo,
non l’inconcludenza di un Ponzio Pilato che, per giunta, arriva sempre in
ritardo”.

Il segretario del circolo Centro storico di Vicenza, Enrico Peroni, si candida ufficialmente alle prossime elezioni del Coordinatore Cittadino del PD a Vicenza. Segue la lettera di presentazione:

Madrid, 10 Giugno 2010

Care amiche, cari amici,

il 2 Giugno di quest’anno ho deciso di dare la mia disponibilità alla candidatura come Coordinatore del nostro Partito a livello cittadino. Sciolsi i miei dubbi nel sessantaquattresimo anniversario della nostra amata Repubblica Italiana, nata forte degli ideali che avevano mosso le donne e gli uomini nella Resistenza, nasceva grazie al primo voto delle donne italiane.
Vi invio queste righe il 10 di Giugno, oggi, giorno del mio ventitreesimo compleanno. Vi scrivo con molta emozione perché è sempre molto difficile esprimere idee, valori, sentimenti, volontá. In fondo, è sempre molto complicato mettersi in gioco, chiedere di guidare un progetto politico in cui si crede. In tempi in cui scontiamo un ritardo culturale dovuto al falso mito della fine delle ideologie, sento il peso, nel piccolo di questa avventura, di cercare di essere un degno rappresentante, giá da candidato, di quell’insieme di forti e densi principi che ci muovono e che sono la guida del Partito Democratico. Quei principi che, in fondo, sono in gran parte gli stessi che hanno costruito la nostra Repubblica, quella che abbiamo celebrato 8 giorni fa.
Voglio tornare ai giorni del referendum per fare alcune riflessioni su quello che la nostra Repubblica rappresenta per me e per tanti altri miei coetanei. Mia nonna, il 6 Giugno 1946, avrebbe dato alla luce mia madre. Mi immagino, quindi, le difficoltà nell’uscire di casa con quel pancione ma mi immagino soprattutto i suoi pensieri affollati di emozioni sulle scelte che il giorno dopo doveva prendere per dare a sua figlia un futuro migliore e piú sicuro, dove le barbarie della Seconda Guerra Mondiale non si potessero ripetere.
Io la Repubblica l’ho sempre sentita molto simile ai miei nonni: persone che ho conosciuto poco perché sono morte quando ero piccino, persone che amo e ammiro per quel che di loro mi è stato raccontato. Per la nostra Repubblica ho lo stesso sentimento: la costruzione del benessere economico, dei diritti civili e politici, della giustizia sociale, della coesione nazionale e in fondo anche di una gran parte di quella che è la nostra identitá condivisa di italiani è avvenuta nella Repubblica e grazie alla Repubblica. Ma, come per i miei nonni, questa epopea della Repubblica, l’ho sentita raccontare ma non l’ho potuta vivere. Sono nato nel 1987, quando i grandi Partiti Democratici che questa Repubblica l’hanno costruita giá vivevano difficoltà profonde. Come due grandi nonni stanchi si appoggiavano a bastoni scavati da tarli che in pochi anni ne provocarono la scomparsa.
Nasceva la Seconda Repubblica, quella in cui ho iniziato a fare politica, quella in cui quei tarli che minavano i costruttori della democrazia si sono trasformati nei governanti del Paese, in cui nessuno piú si indigna per scandali che in altri Paesi provocano indignazione, proteste e manifestazioni. Un Paese seduto, meglio sdraiato, sotto i tacchi di chi nemmeno ha piú bisogno di giustificare i propri soprusi.
Il nostro Partito, nelle menti più illuminate di chi l’ha sognato e costruito, nasce principalmente per essere il movimento politico di chi conosce i valori della Repubblica che desidera governare e migliorare, di chi sa da dove veniamo e quali sono gli elementi che hanno unito e fatto grande questo piccolo Paese nel cuore del Mediterraneo. L’Italia del miracolo economico, l’Italia che ha sconfitto il terrorismo, l’Italia che si è unita in una sola identità nazionale l’hanno costruita le forze del centro cattolico, le forze socialiste e le forze liberali, votando insieme le leggi piú importanti, sapendo mescolare i propri credi e facendoci diventare un Paese moderno.
Questo è il nostro DNA, da cui non dobbiamo né possiamo prescindere, pena la nostra perdita di identità e di conseguenza di una missione, di un obiettivo. In fondo un Partito vincente deve rappresentarsi come il difensore di principi e valori, deve avere radici. E le abbiamo. Ma deve saper far vivere questi principi e valori nella modernità e nell’attualitá, farli sentire come elementi fondamentali per il progresso e lo sviluppo futuri.
E i principi di democrazia, di libertà, di solidarietá della Repubblica Italiana sono fondamentali oggi? La nostra risposta deve essere chiara e con questi punti di riferimento dobbiamo parlare delle sfide di domani: come difendere lo stato sociale costruito faticosamente e come realizzare un nuovo welfare, come aiutare lo sviluppo del settore industriale legato alle energie rinnovabili in modo da permettere la creazione di milioni di posti di lavoro ed essere un’avanguardia nella sostenibilità ambientale e sociale, come integrare i cittadini migranti e piú in generale come garantire una coesione in una società parcellizzata e atomizzata.
Grandissime sfide che il Partito Democratico è attrezzato ad affrontare, ad ogni livello. Per questo peró serve soprattutto una cosa: essere credibili e coerenti. Lo ripeto da molto tempo, amici e amiche, il nostro Partito è troppe volte un partito con grandi potenzialità che non sa sfruttare per un semplice motivo: contraddice al proprio interno ciò che propone per la società. Voglio precisare meglio questo concetto con due esempi. Il primo è un patto generazionale che permetta ai giovani di poter avere buone opportunità di entrare nel mondo del lavoro senza pregiudicare gli sforzi di chi ha sudato una vita. Il nostro Partito non ha fatto propria questa sfida al proprio interno, nonostante predichi questo concetto ad ogni elezione. Abbiamo bisogno, nel Partito e nella società, di una nuova linfa, è necessario che crescano nuove foglie adatte ad oggi ma soprattutto al domani. Il secondo è molto concreto e importante ed è la formazione delle liste per le elezioni europee e nazionali a livello centralizzato. Come possiamo parlare di leggi elettorali che non rappresentano la volontà dei cittadini se non riusciamo a garantire un degno sistema di selezione democratica dei nostri rappresentanti? Ci rendiamo conto che in una regione come la nostra questo ha prodotto la tragica conseguenza, l’anno scorso, di perdere ogni rappresentanza a Bruxelles? Sono esempi di come dobbiamo riuscire ad essere coerenti e credibili, ad ogni livello e sempre.
A livello locale questa capacità di essere coerenti è stata spessa la carta vincente contro un centro-destra che ci sovrasta alle elezioni politiche ma che superiamo in molti centri grazie alla nostra maggiore credibilitá e spesse volte vicinanza agli elettori. Ed è ora di sfatare il mito che siamo un partito poco radicato: per molti aspetti siamo il partito piú radicato e vero del nostro Paese e nel momento in cui siamo nati probabilmente anche del Veneto. Abbiamo strutture ma soprattutto abbiamo densità di rapporti e relazioni sociali nei tanti Comuni che governiamo, compresa la nostra amata Vicenza. Siamo vincenti perché vicini ai temi cari ai cittadini e con una proposta chiara a livello locale. Siamo perdenti perché lontani dai cittadini e senza una proposta chiara su molti temi di portata nazionale.
Questo patrimonio, peró, dobbiamo difenderlo ogni giorno con l’attivitá dei Circoli e con una continua mobilitazione sui risultati conseguiti dalla nostra Amministrazione. In questo senso voglio fare tre proposte, che nascono in parte da esperienze giá realizzate. In primo luogo abbiamo bisogno di Circoli che organizzino Assemblee su singoli temi e di quartiere gestite ufficialmente dal Pd e che mettano in contatto amministrazione e cittadini: è la piú vecchia e importante funzione di un Partito, ossia il raccordo tra istituzioni e popolazione. Dobbiamo tornare a realizzarla in maniera sistematica, traendo profitto dalle esperienze che molti Circoli hanno giá realizzato.
In secondo luogo serve sfruttare la nostra piú grande risorsa, ossia gli elenchi delle Primarie: ci serve un rapporto costante tra votanti delle primarie e iscritti attivi, serve ritornare ad avere delle sentinelle del Partito che abbiano la funzione di fare da raccordo con un certo numero preciso di simpatizzanti. Nei tempi moderni, infatti, molte volte si vince evitando l’astensionismo della propria parte e incentivando quello della parte avversa, dato che gli elettori raramente cambiano “casacca”. E’ sulla base di queste considerazioni sulle democrazie moderne da una parte e sulla vecchia e fondamentale gestione dei simpatizzanti attraverso i militanti attivi dall’altra che dobbiamo costruire la nostra conferma per le elezioni amministrative 2013.
Infine è fondamentale, attraverso le Commissioni del Partito e gruppi tematici, attività sia in ambito culturale che in ambito di iniziative politiche che siano costanti e formative: il Partito puó e deve riuscire ad essere una casa in cui ci si sente in famiglia e in cui si possono studiare i modi migliori, piú divertenti e piú efficaci per propagandare le proprie idee. Questo è riuscito ai Giovani Democratici, sia in cittá che in Provincia: unire passione, propaganda e divertimento. Non a caso i Gd di Vicenza hanno oggi almeno il quadruplo degli iscritti dei Giovani della Margherita e dei Ds nell’anno dello scioglimento. E’ un caso o forse da questo dobbiamo trarre un profondo insegnamento?
Concludo questa lettera, amiche e amici, con un abbraccio molto forte e la speranza di trovarvi tutti al dibattito di Mercoledí 16 Giugno tra i candidati alla carica di Coordinatore Cittadino del Partito, che sará lo spazio per un dibattito completo sul futuro del nostro Partito.

Enrico Peroni




Questo titolo di una grande inchiesta dell’Espresso, avevo i calzoni corti o quasi, mi torna spesso alla mente quando leggo sui quotidiani  casi di corruzione che accadono in continuazione nel paese,  senza alcuna pausa.

La mia associazione ” Vicenza Riformista” ha sempre avuto una particolare sensibilità nei riguardi di questo argomento. Nel 2009 abbiamo anche organizzato un convegno a Villa Cordellina di Montecchio (ospitati con particolare cortesia dalla Provincia di Vicenza) con una serie di relatori che rappresentavano i vari punti di vista di alcuni operatori di giustizia – penale , amministrativa e contabile- Tolettini del GdV, il presidente della Provincia Sneck, Roberto Travaglini di Assindustria,il tutto coordinato dal chairman Ubaldo Alifuoco ( dimenticavo il mio amico Antonio Baldo che introduceva i vari oratori). L’interesse per l’iniziativa é stato notevole, tale da farci prevedere per i prossimi mesi, un’ulteriore manifestazione  sull’argomento con ottica più politico -morale.

Ed ora veniamo ai casi di questi giorni. Molti nostri concittadini avranno letto, sulla Tv se ne é parlato molto meno, che un ministro della Repubblica , un generale della Guardia di Finanza , il figlio di un ex ministroe quello dell’ex presidente nazionale dei Lavori pubblici sembrerebbero implicati per aver ricevuto fondi in nero da un imprenditore inquisitodalla procura di Firenze. Sappiamo tutti che vi é sempre la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Tuttavia, le ammissioni esplicite di alcune persone di fiducia dell’imprenditore Anemone, di avere versato al ministro, e ad altri, pacchetti di assegni circolari non giustificati da alcun rapporto ufficiale, fanno intravedere una situazione allarmante. Altrettanto stridenti sono le immediate difese prese dai colleghi della  parte politica del Ministro che non hanno tenuto in alcun conto l’evidenza e la non giustificabilità di alcuni passaggi di denaro. Non meno lo sono stati i silenzi e il disinteresse di molta parte del paese. Io penso che richiedere alla magistratura tempi velocissimi nell’istruttoria, vista la peculiarità dei soggetti in causa, e a questi ultimi una autospensione temporanea dai loro incarichi, non abbia alcuna re-

lazione con il giustizialismo, ma sia semplicemente una questione di opportunità e buongusto. Abbiamo visto, e non si é ancora saputo tutto, lo scandalo degli appalti con la Protezione Civile , si continua ora con queste dazioni a Ministri & co che vedono implicate e collegate persone di entrambi i casi. Si tratterebbe di un melting-pot di corruzione che ha la sua testa a Roma, ma che si ramifica in tutte le parti della nostra Italia.

Dove potrà mai andare un paese nel quale, dietro quasi tutti gli affari di una certa importanza, c’é una violazione della legge, pastette, raccomandazioni, privilegi, pagamenti in tutti i colori. Se, per ipotesi, i casi di cui sopra vedessero conferme in sentenze della magistratura, vi immaginate, oltre a quello che emerge per certi fatti, cosa si potrebbe ipotizzare sia accaduto in tutti gli anni in cui le importanti persone coinvolte hanno avuto posizioni di preminenza?

Il nostro paese ha bisogno di lavoro, di giustizia , di sanità di buona scuola e di buona amministrazione, ma tutto questo non sarà sufficiente se il nostro senso morale privato e pubblico non cambierà radicalmente e non sarà parte essenziale di ogni nostra azione.

Adriano Verlato

La sindaco leghista di Breganze in provincia di Vicenza ha scritto su faebook che i giovani leghisti sono ‘più nera dei neri’. Ora è partita la corsa alla giustificazione; nell’ordine : è solo una gogliardata non immaginava che alcune innocenti frasi fossero riprese in fretta; è giovane e non ha ancora capito che, a causa della carica che ricopre, non le è permesso di fare battute, ecc.ecc.

La più bella che ho sentito è stata : hanno violato la sua privacy; veramente eccezionale, potremmo fare un decreto per chiudere facebook che viola la privacy dei personaggi politici. Analoghe reazioni hanno suscitato nel passato dichiarazioni simili o peggiori di esponenti leghisti ben più altolocati della povera sindaco di Breganze.

Ricorderete tutti l’invito di Bossi ad usare il tricolore come carta igienica o la dichiarazione di aver migliaia di camicie verdi bergamasche armate pronte a marciare a valle pre prendersi anche con la forza i loro diritti; per non parlare dell’alpino sindaco di Treviso Gentilin che teorizzava l’utilizzo degli extra comunitari come leprotti per addestrare i cacciatori, o l’attuale ministro della semplificazione Calderoli che ha scatenato un incidente diplomatico con la Libia, cosa che causò anche delle vittime, quando fece sfoggio in TV della famosa maglietta contro Maometto o i tram stile apartheid di Salvini a Milano.

Quisquiglie, direbbe il Principe della risata, innocenti ragazzate; qualcuno, che accredita i leghisti di un intelligenza sopraffina, arrivò a definirle metafore per esprimere il disagio della gente a cui la lega è vicina.

Ricorderete anche il video di qualche tempo fa nel quale il ‘buon Borghezio’ istruiva i neo fascisti francesi ad infiltrarsi nei movimenti autonomisti, ultima frontiera del malcontento popolare, per istillare i valori del fascismo più becero.

Io credo che sia arrivato il momento di smettere questo atteggiamento di benevolenza verso questi personaggi che si professano dalla parte della gente ma che tengono soltanto alta la bandiera dell’intolleranza e della paura.

IL regime del XXIº secolo non avrà bisogno di far girare le squadracce con manganello e olio di ricino; esso si reggerà sul perenne stato di tensione tra i poveri; alcuni saranno emarginati altri saranno lusingati, taluni saranno perseguitati in nome del rispetto delle regole, gli altri saranno contenti di aver qualcuno che ‘finalmente fa rispettare le regole’ e accetteranno di buon grado che qualcuno dica loro come pensare e cosa fare.

Molti si accontenteranno delle briciole che cadranno dal banchetto dei ricchi e privilegiati e lotteranno per accaparrarsene qualcuna in più senza guardare la tavola imbandita.

E’ arrivato il tempo di avere un sussulto di orgoglio, di denunciare questo regime strisciante che la lega sta attuando, di aumentare la vigilanza e la denuncia; è tempo di tornare a parlare con le persone, di fare cultura di diffondere un’idea anche se può apparire minoritaria.

Non facciamoci infinocchiare dai ‘bravi amministratori leghisti’, da questo che è meno peggio dell’altro, ritroviamo unità di intenti per fermare lo scempio che stanno facendo del paese.

Franco Zanella