La lega fonda il suo essere sul senso di appartenenza ad una ‘razza padana’ che si è inventata e che ormai è purtroppo universalmente accettata.
Si inventano persino i simboli celtici: il Sole delle Alpi !! E naturalmente nessuno osa metterlo in discussione; certo, il Sole delle Alpi è un simbolo che è presente dal VII secolo aC, ma in tutta la penisola italiana, ma anche in: Assiria, Egitto, Ungheria, Israele, Cina, Giappone, India, Bulgaria, Turchia, Spagna, Austria, Marocco, Libano, Perù e Messico, almeno secondo questo articolo http://it.wikipedia.org/wiki/Sole_delle_Alpi .
Da un bel po’ di tempo i leghisti, da chi ricopre le più alte cariche istituzionali come il Ministro dell’Interno a qualsiasi esponente che appare nelle decine di trasmissioni nelle TV locali, sfoggiano la loro appartenenza con cravatta e/o fazzoletto verde al taschino.
Io penso che anche i nostri dirigenti dovrebbero darsi un segno distintivo.
L’idea mi è venuta guardandola trasmissione di Corrado Augias, durante la quale egli porta sulla giacca una bandierine italiana per ricordare a tutti che siamo ormai a 150 anni dall’Unità del Paese; operazione che potrebbe anche essere storicamente criticata ma che ci ha permesso avere un’unica identità dalle Alpi alla Sicilia.
Mi permetto di allegare due proposte per una coccarda che tutti i dirigenti del partito dovrebbero portare in tutte le occasioni siano esse istituzionali che politiche.
Propongo che questa iniziativa diventi di tutto il circolo e che sia assunta a livello sempre più alto fino all’Assemblea Nazionale.
Personalmente propendo per la prima ipotesi di coccarda.


Franco Zanella

Il segretario comunale, Enrico Peroni, presenta cosi il progetto:
Il Partito Democratico ha come suo obiettivo principale quello di essere un efficace interlocutore tra cittadini e amministrazione pubblica da un lato e quello di proporre una linea politica progressista einnovativa per la guida del Paese.La situazione politica nazionale è contraddistinta dall’evidente crisi politica del Governo delle destre, divise e incapaci di proporre una via d’uscita credibile alla crisi economica, operando solo tagli alla scuola, alla sanità e soprattutto agli enti locali. In sostanza il Governo Berlusconi scarica sui Comuni, cioè sull’Ente piú vicino ai cittadini e che è il garante vero della qualitá della vita di ognuno di noi, il peso della crisi economica. In questo, dove è il federalismo tanto propagandato dalle destre? Nel frattempo, mentre la destra taglia a Roma, la nostra Amministrazione di centrosinistra a Vicenza ha realizzato in due anni diversi risultati. Pensiamo alla realizzazione del PAT, al risanamento di AIM, ai lavori pubblici che hanno permesso di riassaltare moltissime arterie cittadine, ai moltissimi lavori per la risistemazione delle scuole, ecc…*
In questo sito troverete le notizie degli eventi organizzati dal Partito e dai circoli sul territorio.Per parlare dei successi dell’amministrazione Variati e degli insuccessi del Governo Berlusconi torneremo nelle piazze con moltissimi gazebi: saremo tutti i giovedì in centro per il mercato cittadino e saremo presenti in praticamente tutti i mercati rionali. Contemporaneamente cercheremo di realizzare convegni su temi politici nazionali e iniziative su temi amministrativi nei quartieri.
A seguito di questo comunicato stampa:
Vicenza – “Rabbia e disgusto: è questo quello che provo di fronte al comportamento dell’amministrazione comunale di Montecchio Maggiore. Vendicarsi sui bambini per il comportamento dei padri è una cosa vergognosa, indegna di un Sindaco che dovrebbe dare ai suoi cittadini un esempio di civismo”.
Matteo Quero, consigliere provinciale del Partito Democratico a Vicenza, commenta così il caso verificatosi a Montecchio Maggiore, dove per decisione del Comune (amministrato dalla Lega Nord) dei bambini sono stati lasciati a pane e acqua nella mensa scolastica perché le loro famiglie non avevano saldato le rette arretrate. E, attraverso il circolo Nessuno Escluso, di cui è tra i promotori, lancia una sottoscrizione pubblica per saldare il debito delle famiglie verso il Comune.
“Educare alla conoscenza delle regole – spiega Quero – e farne valere il rispetto da parte di tutti è una cosa doverosa. Ma usare i bambini come ostaggi in un braccio di ferro tra amministrazione comunale e famiglie in difficoltà è una cosa che si può definire in un modo solo: disgustosa. Ammesso che i padri abbiano una colpa, è infatti disgustoso che tale colpa venga fatta ricadere sui figli”.
Prosegue il consigliere provinciale del Pd: “Mi sono personalmente informato. Le famiglie dei nove bambini, in parte italiani, in parte stranieri, vivono in diversi casi situazioni di grave difficoltà economica. Di fronte a un problema come questo, l’amministrazione comunale poteva scegliere la strada costruttiva di una conciliazione tra l’esigenza di far rispettare le regole e quella di andare incontro alla difficoltà delle famiglie. Invece, proprio quando il problema si era ridotto ad appena nove famiglie, che hanno un debito residuo di 4.341 €, l’amministrazione comunale ha deciso di adottare la soluzione più odiosa e umiliante. Una scelta che ha una logica puramente punitiva. È questo l’ approccio della Lega ai bisogni delle famiglie numerose o in difficoltà?”.
Segue la raccolta fondi:
Per la raccolta fondi tesa ad estinguere il debito che le 9 famiglie indigenti di Montecchio Maggiore hanno nei confronti del Comune per il servizio mensa, si invita a utilizzare il numero di IBAN del Circolo Nessuno Escluso Vicenza -
IT53S0572811810010570708117
E’ importante che provvediate SUBITO a versare il vostro contributo al fine di raggiungere al piu’ presto la cifra indicata. Grazie.
La serata del 14 dicembre, nella sala “Informagiovani” di fronte al Teatro Astra, il consigliere del PD della Lombardia Giuseppe Civati ha presentato il suo ultimo libro “Regione Straniera – Viaggio nell’ordinario razzismo padano” edito da Editore Melampo.
E’ stata una preziosa occasione, introdotta e moderata da Enrico Peroni, coordinatore del circolo “Centro Storico”, per approfondire i temi dell’integrazione, dell’accoglienza e della legalità, che diventano ogni giorno più pressanti ed attuali, e per i quali risulta assolutamente necessario sviluppare ragionamenti il più possibilmente obiettivi. Sono intervenuti anche Ousmane Condè, Presidente dell’Unione Immigrati” di Vicenza e Luigi Creazzo, attuale responsabile regionale del PD -Diritti e nuova cittadinanza.
In una vasta seppur breve panoramica sul nostro territorio ed attraverso il piacevole eloquio di “Pippo” Civati si sono toccati aspetti culturali e politici che trovano risposte amministrative non sempre all’altezza delle diverse situazioni.
Anzi, alcune di queste si connotano per chiari contenuti di chiusura nei confronti dello straniero:
attraverso l’uso di ordinanze, alcuni Sindaci introducono subdole norme discriminatorie, come ad esempio il divieto di poter mangiare in luogo pubblico il kebab, perché non appartenente alla nostra cultura culinaria, o la guerra ai phone center. L’analisi che si dipana nei diversi capitoli del libro è assai ricca, senza infingimenti o diluizioni nell’affrontare le nuove provocazioni e volgarità della politica.
Il libro è, inoltre, uno stimolo per il Partito Democratico e per le forze politiche e sociali che auspicano un’integrazione degli immigrati nel nostro Paese, per trattare con chiarezza il razzismo e per costruire veramente delle politiche che rafforzino i rapporti tra italiani e nuovi cittadini. Questo per almeno tre ragioni: l’apporto economico che gli immigrati danno, contribuendo al 12% del PIL prodotto in Italia e ricevendo in cambio il 2% di servizi e prestazioni di welfare; l’apporto demografico, ossia il fatto che l’Italia riesce a garantire le pensioni anche grazie ai tanti giovani immigrati, i quali hanno un’età media di 10 anni minore rispetto a quella di noi autoctoni; infine perché il razzismo e l’ostilità contro gli immigrati se non sono adeguatamente prevenuti rischiano di diventare il primo caso di una lunga scia di discriminazioni. Nella storia si parte sempre dai più indifesi, alla fine vengono colpiti tutti coloro che sono diversi rispetto ad uno standard. Evitiamo che riaccada.