Ci stiamo avviando verso il ventennio di egemonia berlusconiana, del resto noi popolo italiano siamo abituati ai ventenni intesi come periodi storici e non come età anagrafiche.
Era il 1993 quando ci fu la famosa discesa in campo, qualcuno se lo ricorda ? Il miliardario piduista di Arcore approfittò dello spazio politico lasciato libero dal tentativo di far pulizia nella cosa pubblica denominato tangentopoli e pensò bene di sistemare i propri affari che erano ormai sull’orlo del baratro proponendosi come statista.
Ci furono alcune fasi di aggiustamento; all’inizio pensò di gestire il paese come fosse la sua azienda: io comando e voi eseguite, durò un paio d’anni.
Iniziò una traversata del deserto durante la quale il ducetto imparò che con il popolo la voce grossa non funziona e si attrezzò per diventare l’abile affabulatore che conosciamo e tornò al potere.
Egli diede inizio allo smantellamento delle istituzioni repubblicane nate dalla resistenza, prima di tutto sistemando le sue faccende personali, depenalizzazione dei reati che egli aveva compiuto, prescrizione breve, lodo Schifani, riassetto del sistema radio televisivo ed altri arenicoli che ora non ricordo e che hanno bloccato l’attività del parlamento, massimo organo legislativo del nostro paese, e addormentato la coscienza del popolo.
Se qualcuno si azzardava a sollevare dubbi sul fatto che il governo, il popolo ripeteva ossessivamente: lasciatelo lavorare, ve lo ricordate ? Lasciatelo lavorare, lasciatelo lavorare
Dopo un breve interludio in seguito alle elezioni del 2006, il piccolo cesare è tornato saldamente al comando ed ha proseguito nell’opera di distruzione del nostro paese, ora con la completa complicità della Lega che, sventolando la bandiera di un falso federalismo, punta a dividere nei fatti l’Italia in tre tronconi.
Il progetto leghista si sposa perfettamente con quello del padrone delle televisioni che ci sfida in modo sempre più esplicito sul fronte dei suoi processi e, dopo aver distrutto la scuola e la cultura, dopo aver messo sotto controllo l’informazione, punta a delegittimare del tutto l’ordinamento giudiziario, portando a compimento, anzi espandendolo, il piano di rinascita democratica elaborato da Gelli fondatore e anima della famosa loggia massonico – eversiva P2 alla quale il cavaliere è stato uno dei primi iscritti.
Ma ecco che il popolo si sveglia e si indigna contro questo modo arrogante di fare; e che fa il popolo ? Assegna la responsabilità di tutto ciò all’opposizione, addebitandole gravissimi errori presenti, passati ed anche futuri, che non si sa mai. Inoltre il popolo le scarica addosso la gravissima accusa di essere minoranza in parlamento e di essere troppo tenera nelle sue iniziative fuori del parlamento.
Perché l’opposizione ogni cinque minuti non chiede le dimissioni del governo ? Perché l’opposizione non è in piazza tutti i giorni e tutte le ore ?
Il popolo dimentica o finge di dimenticare un’altra cosa :
nel nostro ordinamento le istituzioni hanno ancora un valore e, fino a prova contrarie, le leggi vengono fatte in parlamento; certo un parlamento la cui maggioranza si regge sulla corruzione di deputati e senatori o anche solo sul fatto che si litiga tra fidanzati (storia di questi giorni), ma è pur sempre il luogo deputato nel quale si fanno le leggi e finchè in parlamento esiste una maggioranza, essa è legittimata a legiferare secondo i dettami della Costituzione.
Certo le leggi si possono abrogare con i referendum e allora il popolo che fa ? Se ne sta a casa come succede da vent’anni a questa parte.
Ma il popolo ha un’altra arma : si appella al Capo dello Stato. Petizioni, richieste, suppliche e non firmare questa o quella legge, questo o quel decreto dimenticando o fingendo di dimenticare che il Presidente della Repubblica svolge il suo ruolo nell’ambito e nei limiti imposti dalla Costituzione; non è legittimato a bloccare provvedimenti se non PALESEMENTE incostituzionali, o privi di copertura finanziaria.
Nel dettaglio della costituzionalità o della incostituzionalità di una legge decide la Corte Costituzionale.
La nostra Carta Costituzionale fissa in modo chiaro e preciso, ruoli, limiti, competenze e responsabilità e la responsabilità di questa disastrata situazione è di piccolo cesare e dei suoi alleati (o servi).
Franzo Zanella