Franzo Zanella
Franzo Zanella

Potrai venire a tesserarti al Circolo PD centro storico all’informagiovani in Contrà Barche 55 ( davanti al teatro Astra):
Giovedì 24 febbraio 2011 dalle ore 16.00 alle ore 18.00 e
Mercoledì 9 marzo 2011 dalle ore 17.00 alle ore 19.00.
Vi aspettiamo
Il circolo del Centro Storico vi aspetta Domenica 6 Febbraio 2011 presso l’ Osteria San Paolo in Contrà Ponte San Paolo, 2 dalle 16:00 alle 19:00. Musica dal vivo, stuzzichini e aperitivi. Portate i vostri amici. Potrete firmare l’appello per chiedere le dimissioni di Berlusconi
L’EVENTO E’ STATO RINVIATO : A BREVE NOVITA’

Informazioni: Stefano Dal Pra Caputo, 3477816401 , dalpracaputo@yahoo.it
Dal primo di febbraio il PD Nazionale organizzerà 10 mila gazebo per raccogliere 10 milioni di firme su un testo che dica semplicemente “vai a casa”.
A vicenza, in anteprima, potrete firmare l’ appello il 29 Febbraio in occasione del (RI)Party democratico ( Sabato 29 Gennaio dalle ore 16.00 in poi in Contrà Cavour).
Ecco il link del modulo : http://beta.partitodemocratico.it/Allegati/petizione-dimissioni-berlusconi.pdf
Il mercato delle pulci è un mercatino in cui trovi di tutto, soprattutto roba usata e roba a basso costo. Ma le pulci, si sa, sono anche dei piccolissimi e fastidiosissimi parassiti che approfittano del corpo dei cani e sono pronte a saltare da un animala all’altro per succhiargli quello che possono. Non è molto difficile liberasene; pulizia e un piccolo trattamento anti pulci ed il gioco è fatto. Sabato 11 dicembre ero alla manifestazione del PD a Piazza San Giovanni; durante il corteo i ragazzi dei Giovani Democratici vicentini intonavano cori da stadio, non proprio benevoli nei confronti del prode Calearo che, novello Giulio Cesare, ha deciso di salvare il paese votando la fiducia al governo. Mentre salivano i cori, chi mi era vicino, siciliano o sardo chefosse, mi chiedeva : ma chi è questo Calearo ? Perché ce l’avete tanto con lui ? Mi pare che queste semplici domande diano la dimensione della statura politica dell’eroe di giornata: pochi, pochissimi lo conoscevano. La vittoria del governo con tre voti di scarto, è stata definita una vittoria di Pirro; se la memoria non m’inganna, Pirro ottenne la famosa vittoria che dissanguò il suo esercito e si trasformò un una rotta anche grazie ad una nuova arma : gli elefanti. Se Pirro, nonostante gli elefanti, fu sconfitto, che fine farà B. che sopravvive grazie alla pulce Calearo ed altri ?Più che una vittoria di Pirro la definirei vittoria delle pulci, in conseguenze del mercato delle pulci.
Franco Zanella
Nelle ore dell’emergenza il Sindaco Variati non ha avuto paura di sporcarsi le mani nel fango che ricopriva la città; si è rimboccato le maniche, ha chiamato a raccolta le forze sane e si è messo al lavoro per riparare i danni della disastrosa alluvione del primo novembre.
I cittadini di buona volontà, soprattutto i giovani a cui spesso si da poco credito, tante persone comuni e molti stranieri ,hanno risposto all’appello creando una rete di solidarietà che non dobbiamo assolutamente disperdere nel futuro.
Sono sicuro che l’amministrazione farà tesoro delle potenzialità che sono state espresse in questa circostanza e saprà valorizzarle anche in situazioni meno drammatiche per costruire una nuova partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
La fatica dei giorni scorsi è stata abbondantemente ripagata con il grazie espresso con parole semplici ma allo stesso tempo commoventi che il Presidente della Repubblica ha voluto rivolgere a tutti i volontari che non si sono tirati indietro nel momento del bisogno:
Il Presidente che ha accolto l’invito del Sindaco a visitare la città e ad incontrare cittadini, amministratori e forze economiche e sociali; tutti, ma proprio tutti si sono dichiarati soddisfatti, artigiani, industriali, politici, noi cittadini ed anche di questo credo sia giusto ed opportuno ringraziare Achille Variati che ha preso in mano il telefono ed ha chiamato il Presidente a Vicenza.
Un Presidente così ed un Sindaco che si sporca le mani e che è vicino ai cittadini nelle ore più tristi fanno guardare con fiducia alle Istituzioni di questo nostro paese mentre altre alte funzioni istituzionali si circondano di ragazzine per rilassarsi dai gravosi impegni di governo.
La grande dimostrazione d’affetto che la città ha dimostrato ( non solo i volontari) , al Presidente della Repubblica, la stampa l’ha definita come “un bagno di folla”.
Non aveva certo potuto farlo solo due pochi giorni prima, quando è arrivato in passerella Presidente del Consiglio chiusosi in tutta fretta in Prefettura con il fido Bossi che fumava il sigaro con il Presidente del Piemonte Cota ( a proposito che ci stava a fare ? ) che gli reggeva il porta cenere e l’ormai immancabile TROTA alias Umberto Bossi.
Giovedì 11 novembre, tutti, ma proprio tutti, sono saliti sul carro del vincitore; il Presidente del Veneto Zaia, il Presidente della Provincia Schneck, uno che non aveva certo avuto parole di apprezzamento per il volontari qualche giorno fa e che ieri applaudiva giulivo, ma probabilmente rideva a denti stretti, di fianco a Presidente e bene ha fatto il Sindaco a lasciar loro spazio.
Gli sciacalli della destra vicentina si erano messi in moto immediatamente, pronti ad accusare chi si stava dando da fare per affrontare la situazione, per il momento sono stati sconfitti ma stiamo bene attenti: torneranno; torneranno cercando di rovesciare fango (di parole) alla ricerca di capri espiatori, scateneranno un’offensiva mediatica per recuperare il consenso in vista delle ormai sicure e prossime elezioni politiche.
Vedremo se il Commissario Governativo all’emergenza Zaia che, insieme al suo partito la Lega Nord ed ai suoi alleati che prima rispondevano al nome di Forza Italia e ora si definiscono Popolo della Libertà, ha contribuito al degrado del territorio veneto senza alcun intervento di prevenzione anzi proprio il contrario, distribuirà equamente i soldi (pochi) che arriveranno dal Governo centrale (sempre leghista-pidiellino), e se farà il suo dovere istituzionale firmando il Piano di assetto del Territorio della città di Vicenza fermo ormai da mesi nei cassetti la sua scrivania.
Ma non tema il Presidente Zaia, Vicenza saprà farcela con la forza e con l’entusiasmo che ci hanno trasmesso quei giovani e quegli extracomunitari che tanto odiate.
La gente vicentina oggi è orgogliosa di quello che ha fatto ed è orgogliosa del proprio Sindaco nel fango, non nel fango del gossip ma dentro quello vero da cui si è usciti mentre dall’altro non so se altri ci riusciranno.
Franco Zanella
Ci chiamano in molti modi. Generazione xy, bamboccioni, gente senza spina dorsale. Sociologi, filosofi, politici discettano da anni sulla crisi educativa, sui giovani chiusi nel loro bozzolo, sugli errori fatti dai nostri genitori nel crescerci. Ci dipingono come una generazione di ragazzi tendenzialmente apatici, interessati solo al loro orticello, comodi, non educati alla fatica e a fronteggiare le emergenze. Bravi solo a giocare alla playstation e a stare davanti al computer.
E allora facciamo una cosa. Portiamoli tutti in gita a Vicenza i sociologi, i filosofi e i politici. Accompagniamoli davanti alla tenda della Protezione Civile in Piazza Matteotti. Facciamogli vedere le centinaia di ragazzi in coda per il loro turno da volontari, talmente tanti che non ci sono vanghe e guanti per tutti. Ragazzi anche giovanissimi, dai 14 anni in su. Giovani di ogni tipo, anche quelli che non ti aspetteresti proprio di trovare lì. Studenti universitari fuori sede tornati solo per dare una mano, lavoratori che hanno preso una mezza giornata di ferie, ragazzi delle superiori a casa da scuola che vogliono dare una mano. Vengono assegnati ai loro capisquadra e partono vanga in mano e stivali ai piedi. Probabilmente pochi di loro (pochi di noi) hanno mai svuotato una cantina dal fango con un badile o pulito un muro con un idropulitrice. Noi il mitico ’66 l’abbiamo sentito solo dal racconto dei nostri genitori o dei nostri nonni. Ma, davanti al disastro, abbiamo capito che tutti possiamo essere utili e che eravamo noi per primi a doverci muovere. Portiamo quindi i nostri sociologi e i nostri filosofi per le vie della città, nelle case, nei garage, nei negozi per vedere quanti giovani con le casacche gialle e arancioni lavorano con vanghe e carriole. Facciamogli vedere che questa generazione quando arriva il momento di rimboccarsi le maniche lo fa. Mostriamogli come nei momenti duri le generazioni sanno ritrovarsi e apprezzarsi: giovani, adulti e anziani che spostano mobili, spalano fango, puliscono pavimenti, raccolgono sacchi. Insieme, anche se non si conoscono. C’è un’immagine in particolare che mi resterà di questi giorni, come quelle foto “simbolo” che restano nell’immaginario collettivo dopo una guerra o un qualche disastro. L’immagine di un ragazzo giovanissimo che, tornando alla tenda alla fine del turno, vede un vecchietto con la pala in mano che cerca di caricare su una carriola il fango che ingombra l’ingresso di casa sua. Il ragazzo si ferma, attraversa la strada, prende la pala dalle mani del vecchietto e non se ne va finché non ha liberato l’ingresso. Questo è stata, anche, l’alluvione. E’ stata la possibilità di lavorare assieme per sistemare le cose, la possibilità per vite e mondi distanti di condividere un obiettivo. La nostra è una generazione nata tra gli agi e i comodi del suo tempo, chi lo può negare? Ma è la stessa generazione che conta migliaia di ragazzi che pur di trovare un lavoro accettano di andare via di casa, via dal loro Paese o che con una laurea sudata in mano fanno i commessi o i camerieri. E’ la stessa generazione che si sta dando da fare per aiutare chi ha avuto la casa distrutta dall’alluvione e per restituire alla città in cui vivono tutta la sua bellezza
Perché quando arriva il momento del bisogno stacchiamo la play, spegniamo il computer e scendiamo a dare una mano.
Giacomo Possamai
La lega fonda il suo essere sul senso di appartenenza ad una ‘razza padana’ che si è inventata e che ormai è purtroppo universalmente accettata.
Si inventano persino i simboli celtici: il Sole delle Alpi !! E naturalmente nessuno osa metterlo in discussione; certo, il Sole delle Alpi è un simbolo che è presente dal VII secolo aC, ma in tutta la penisola italiana, ma anche in: Assiria, Egitto, Ungheria, Israele, Cina, Giappone, India, Bulgaria, Turchia, Spagna, Austria, Marocco, Libano, Perù e Messico, almeno secondo questo articolo http://it.wikipedia.org/wiki/Sole_delle_Alpi .
Da un bel po’ di tempo i leghisti, da chi ricopre le più alte cariche istituzionali come il Ministro dell’Interno a qualsiasi esponente che appare nelle decine di trasmissioni nelle TV locali, sfoggiano la loro appartenenza con cravatta e/o fazzoletto verde al taschino.
Io penso che anche i nostri dirigenti dovrebbero darsi un segno distintivo.
L’idea mi è venuta guardandola trasmissione di Corrado Augias, durante la quale egli porta sulla giacca una bandierine italiana per ricordare a tutti che siamo ormai a 150 anni dall’Unità del Paese; operazione che potrebbe anche essere storicamente criticata ma che ci ha permesso avere un’unica identità dalle Alpi alla Sicilia.
Mi permetto di allegare due proposte per una coccarda che tutti i dirigenti del partito dovrebbero portare in tutte le occasioni siano esse istituzionali che politiche.
Propongo che questa iniziativa diventi di tutto il circolo e che sia assunta a livello sempre più alto fino all’Assemblea Nazionale.
Personalmente propendo per la prima ipotesi di coccarda.
Franco Zanella
Il segretario comunale, Enrico Peroni, presenta cosi il progetto:
Il Partito Democratico ha come suo obiettivo principale quello di essere un efficace interlocutore tra cittadini e amministrazione pubblica da un lato e quello di proporre una linea politica progressista einnovativa per la guida del Paese.La situazione politica nazionale è contraddistinta dall’evidente crisi politica del Governo delle destre, divise e incapaci di proporre una via d’uscita credibile alla crisi economica, operando solo tagli alla scuola, alla sanità e soprattutto agli enti locali. In sostanza il Governo Berlusconi scarica sui Comuni, cioè sull’Ente piú vicino ai cittadini e che è il garante vero della qualitá della vita di ognuno di noi, il peso della crisi economica. In questo, dove è il federalismo tanto propagandato dalle destre? Nel frattempo, mentre la destra taglia a Roma, la nostra Amministrazione di centrosinistra a Vicenza ha realizzato in due anni diversi risultati. Pensiamo alla realizzazione del PAT, al risanamento di AIM, ai lavori pubblici che hanno permesso di riassaltare moltissime arterie cittadine, ai moltissimi lavori per la risistemazione delle scuole, ecc…*
In questo sito troverete le notizie degli eventi organizzati dal Partito e dai circoli sul territorio.Per parlare dei successi dell’amministrazione Variati e degli insuccessi del Governo Berlusconi torneremo nelle piazze con moltissimi gazebi: saremo tutti i giovedì in centro per il mercato cittadino e saremo presenti in praticamente tutti i mercati rionali. Contemporaneamente cercheremo di realizzare convegni su temi politici nazionali e iniziative su temi amministrativi nei quartieri.
Pubbichiamo la lettera del Segretario provinciale Federico Ginato sul “caso Arzignano”, inviata questa mattina al direttore del Giornale di Vicenza.
Lettera al direttore
Il “caso Arzignano”, con lo scandalo dell’evasione fiscale mi induce ad alcune sottolineature anche alla luce del tentativo da parte del Sindaco di Arzignano di vietare la proiezione in alcune scuole della puntata di Presa Diretta, il programma di Rai Tre che con una inchiesta ha messo a nudo l’imbarazzante mentalità auto-giustificatoria di alcuni pseudo-imprenditori e di alcuni responsabili politici leghisti (vedi segretaria di sezione e vice sindaco).
Ha ragione il procuratore capo della Repubblica, Ivano Nelson Salvarani, quando dice che l’azione della magistratura non è sufficiente se la società civile, i cittadini non si indignano.
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