Laico, termine che si è inserito nuovamente nella discussione politica riportando, come in passato, confusioni interpretative e la creazione di schieramenti opposti tra chi lo sostiene e chi lo guarda con timore, nascondendosi dietro il baluardo della religione.
Chiarirne il concetto non dovrebbe essere difficile, se non ci fosse una parte importante e potente della società che alimenta volutamente la confusione adducendo temi religiosi per far leva sulla fede anziché estrinsecare la vera portata del termine e far comprendere l’importanza della sua applicazione nel vivere quotidiano, democratico e anche cattolico.
Sarebbe, infatti, sufficiente leggere un dizionario della lingua italiana per comprenderne il significato. Si vedrebbe così che la parola laico deriva dal greco e significa uno del popolo. Il termine laico nell’accezione moderna ha significato di “aconfessionale”, ossia slegamento da qualsiasi autorità ecclesiastica di confessione religiosa. L’uso del termine con significato di agnostico o ateo è semanticamente scorretto, in quanto laico ha significato di svincolo dell’autorità ecclesiastica ma non inficia la professione di una particolare confessione religiosa.
La concretezza e la complessità del vivere sociale porta però l’obbligo di andare oltre il mero significato letterale del termine per entrare nelle maglie del diritto dalle quali, in ogni caso, emerge sempre il suo reale significato.
La Corte Costituzionale, nella sentenza n. 203 del 1989, ha scritto: “Il principio supremo della laicità dello Stato è uno dei profili della forma di Stato delineata nella Carta Costituzionale della Repubblica”.
Laico NON si contrappone quindi a religioso, anzi, la fede religiosa è parte integrante della laicità.
E’ la stessa Costituzione, infatti, che all’art.3 afferma l’uguaglianza dei cittadini senza distinzione di religione e l’art. 9 sancisce che “tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa………..”. Continuando il percorso avviato dalla Costituzione, si incontra la prima dichiarazione dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dove si inseriscono la libertà di religione (art. 10), il divieto di discriminazione in base alla religione (art. 21), il riconoscimento della diversità religiosa (art. 22), il diritto dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni religiose (art. 15).
Lo stesso Statuto dei Lavoratori pone attenzione a tale libertà vietando al datore di lavoro di effettuare indagini “sulle opinioni politiche, religiose e sindacali del lavoratore”. La cui finalità è quella di impedire le discriminazioni derivanti dalla manifestazione pubblica delle proprie convinzioni, fedi, appartenenze.
Vi è, dunque, una regola diffusa e condivisa sulla presenza della religione nella sfera pubblica. Semplicemente nella sfera pubblica, la religione sta insieme con “altro”, che deve riconoscere e con il quale deve confrontarsi. La religione non è mai nominata da sola, eccezion fatta per il caso in cui si paventano forme di persecuzione diretta o indiretta. Di essa si parla sempre insieme alle convinzioni filosofiche e all’appartenenza politica, alla lingua e all’essere parte di una minoranza.
Questo è il percorso della democrazia, percorso disegnato da principi e regole. Percorso da seguire in condizioni di eguaglianza e che si inserisce nella libera costruzione della personalità di cui la Costituzione parla all’art. 2.
Il lavoro dei costituenti si è, quindi, ispirato ad un rispetto e riconoscimento reciproco e non ad una guerra di parole…
Il senso profondo della laicità è quindi la creazione di uno spazio democraticamente legittimo basato sull’insieme dei principi costituzionali.
Oggi, come ieri, la discussione, la regola laica del libero confronto, spaventano. E’ più facile, più sicuro, rifugiarsi dietro i propri timori, anche se giustificati, in questo modo si alimenta il perdurare di posizioni deboli sotto il profilo culturale e destinate ad accrescere il rischio di “scontri assoluti” e quindi socialmente dirompenti e politicamente perdenti. (S.Rodotà, Perché Laico, editori Laterza).
Ingrid Bianchi



