Questo titolo di una grande inchiesta dell’Espresso, avevo i calzoni corti o quasi, mi torna spesso alla mente quando leggo sui quotidiani  casi di corruzione che accadono in continuazione nel paese,  senza alcuna pausa.

La mia associazione ” Vicenza Riformista” ha sempre avuto una particolare sensibilità nei riguardi di questo argomento. Nel 2009 abbiamo anche organizzato un convegno a Villa Cordellina di Montecchio (ospitati con particolare cortesia dalla Provincia di Vicenza) con una serie di relatori che rappresentavano i vari punti di vista di alcuni operatori di giustizia – penale , amministrativa e contabile- Tolettini del GdV, il presidente della Provincia Sneck, Roberto Travaglini di Assindustria,il tutto coordinato dal chairman Ubaldo Alifuoco ( dimenticavo il mio amico Antonio Baldo che introduceva i vari oratori). L’interesse per l’iniziativa é stato notevole, tale da farci prevedere per i prossimi mesi, un’ulteriore manifestazione  sull’argomento con ottica più politico -morale.

Ed ora veniamo ai casi di questi giorni. Molti nostri concittadini avranno letto, sulla Tv se ne é parlato molto meno, che un ministro della Repubblica , un generale della Guardia di Finanza , il figlio di un ex ministroe quello dell’ex presidente nazionale dei Lavori pubblici sembrerebbero implicati per aver ricevuto fondi in nero da un imprenditore inquisitodalla procura di Firenze. Sappiamo tutti che vi é sempre la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Tuttavia, le ammissioni esplicite di alcune persone di fiducia dell’imprenditore Anemone, di avere versato al ministro, e ad altri, pacchetti di assegni circolari non giustificati da alcun rapporto ufficiale, fanno intravedere una situazione allarmante. Altrettanto stridenti sono le immediate difese prese dai colleghi della  parte politica del Ministro che non hanno tenuto in alcun conto l’evidenza e la non giustificabilità di alcuni passaggi di denaro. Non meno lo sono stati i silenzi e il disinteresse di molta parte del paese. Io penso che richiedere alla magistratura tempi velocissimi nell’istruttoria, vista la peculiarità dei soggetti in causa, e a questi ultimi una autospensione temporanea dai loro incarichi, non abbia alcuna re-

lazione con il giustizialismo, ma sia semplicemente una questione di opportunità e buongusto. Abbiamo visto, e non si é ancora saputo tutto, lo scandalo degli appalti con la Protezione Civile , si continua ora con queste dazioni a Ministri & co che vedono implicate e collegate persone di entrambi i casi. Si tratterebbe di un melting-pot di corruzione che ha la sua testa a Roma, ma che si ramifica in tutte le parti della nostra Italia.

Dove potrà mai andare un paese nel quale, dietro quasi tutti gli affari di una certa importanza, c’é una violazione della legge, pastette, raccomandazioni, privilegi, pagamenti in tutti i colori. Se, per ipotesi, i casi di cui sopra vedessero conferme in sentenze della magistratura, vi immaginate, oltre a quello che emerge per certi fatti, cosa si potrebbe ipotizzare sia accaduto in tutti gli anni in cui le importanti persone coinvolte hanno avuto posizioni di preminenza?

Il nostro paese ha bisogno di lavoro, di giustizia , di sanità di buona scuola e di buona amministrazione, ma tutto questo non sarà sufficiente se il nostro senso morale privato e pubblico non cambierà radicalmente e non sarà parte essenziale di ogni nostra azione.

Adriano Verlato